200 iscritti, 300 donazioni fra sangue e plasma nell’anno 2020 e 42 nuovi volontari. Questi sono i numeri di Avis Cadeo, una delle Comunali più “fresche” del nostro territorio.

Sette consiglieri su nove hanno infatti meno di 35 anni. Sono studenti universitari e lavoratori. Laureandi in Storia, Scienze motorie, matematica, ingegneria.  Si considerano parte di una famiglia allargata e non tutti seguono una tradizione genitoriale che si tramandata di padre e in figlio. Molti di loro si sono avvicinati ad Avis facendo comunità, grazie alle numerose iniziative e manifestazioni messe in campo dalla Sezione locale di questa piccola località di provincia della Val D’Arda che conta 6mila residenti.

Da queste parti, menzionare Avis Cadeo significa evocare gli eventi di socialità più importanti che si svolgono in paese.

La  Comunale organizza quasi tutte le feste.  Dalle gare sportive come la marcia della “Focarosa” che si tiene ogni anno a marzo (nel 2021 eccezionalmente a giugno) alle “Camminate sotto le stelle” di luglio e settembre.  A maggio, invece, si celebra il “Mese della salute” con dibattiti pubblici e tavole rotonde moderate da medici e specialisti. E poi ci sono le attività a favore dell’infanzia: la festa di Santa Lucia a dicembre e quella di Carnevale a febbraio.  Inoltre, lungo tutto l’anno Avis Cadeo visita le scuole del territorio a fianco della Provinciale di Piacenza.  E’ proprio negli istituti di Cadeo e dintorni che è stato lanciato il progetto sperimentale “Affettività e Sessualità”, ideato dalla psicologa nonché compaesana Bibiana Maffi.  Una proposta didattica che sta riscuotendo un grande successo nelle scuole della provincia piacentina.

Più in generale, prima del confinamento, Avis Cadeo scendeva in piazza ogni mese sensibilizzando i residenti alla cultura della donazione e promuovendo raccolte fondi. Per autofinanziarsi i giovani offrivano i tradizionali “chisolini” preparati dalle loro nonne.

Avis Cadeo è una realtà fortemente impiantata nel tessuto sociale locale con solide radici territoriali.  La Sezione ha saputo coinvolgere i cittadini e, con lungimiranza, ha puntato sull’attivismo dei ragazzi.

“Abbiamo cominciato da giovanissimi a fare i panini e a servire da bere nelle feste sociali di Avis. Negli anni si è formata una compagnia di amici e di volontari molto affiatati.  L’Associazione ha aiutato i ragazzi del paese a conoscersi, a stringere amicizie profonde”, spiega Rossella Rebecchi.

31 anni, laureata in ingegneria meccanica a Parma, la ragazza è l’esempio lampante di una politica giovanile efficace.  Rossella è infatti tesoriera e consigliere di Sezione. Ha cominciato a donare a 18 anni ed è entrata in Consiglio a 20. Oggi, è al suo terzo mandato.  In quest’angolo di provincia, il ricambio generazionale è assicurato sia a livello di donazioni sia per quanto riguarda il rinnovo delle cariche associative.

L’inserimento dei giovani e il passaggio di consegne nella conduzione della Comunale è stato favorito dai soci storici dell’Associazione. “Un lavoro consapevole che parte da lontano. Più di 10 anni fa abbiamo cominciato a integrare i ragazzi del paese in modo graduale.  Ai giovani abbiamo subito offerto la possibilità di crescere come individui, di valorizzare le proprie idee, di intervenire nelle decisioni.  Ha funzionato: i fondatori hanno fatto un passo indietro e affidato ai ragazzi responsabilità di gestione”, ricorda Renzo Sartori, co-fondatore di Avis Cadeo.

Sartori è il consigliere più anziano della Comunale assieme al Presidente di Sezione Davide Narcisi. 50 anni, informatico in un’azienda milanese, Narcisi dirige la Sede locale dal 2017 ma è nel Consiglio da oltre 30 anni: “La nostra è una realtà vivace e in crescita – sottolinea il Presidente – con una lunga storia alle spalle.  Avis Cadeo è nata nel 1959.  Nel corso dei suoi primi anni di vita ha affrontato momenti difficili fino alla sua rifondazione nel 1979 ad opera del Cavaliere Giacomo Bonetti”.

Personaggio rispettato da tutti, il “Cavaliere”, come lo chiamano in paese, è un reduce del Secondo Conflitto Mondiale, congedato nel 1946 con croce di guerra al merito.  Assieme al Dott. Vittorio Epifani, storico medico del paese e in seguito diacono permanente, rimise in piedi la Sede locale.  Per anni il Cavalier Bonetti ha ricoperto la carica di Presidente ed è stato anche donatore tanto da essere premiato nel 2003 dall’Amministrazione comunale dell’epoca con una targa e una medaglia d’oro come simbolo di stima, fratellanza ed esempio per tutti.

“L’Avis dei giovani” scalpita per tornare in piazza ad organizzare eventi pubblici.  Intanto, nel periodo difficile della pandemia e del distanziamento sociale, l’Associazione non si è certamente fermata. “Al contrario – precisa il Presidente Narcisi – abbiamo fatto quanto nelle nostre possibilità”.  La Comunale ha devoluto per beneficienza 1000 euro all’ospedale di Piacenza, ha donato 1 pallet di alimenti rispettivamente all’Emporio solidale di Piacenza, alla Pubblica Assistenza della Val D’Arda e alla Caritas di Roveleto. “La gente di Cadeo è abituata a incontrarci nelle piazze ed era nostro dovere dimostrare solidarietà e sostenere la comunità con ogni mezzo pensabile”, aggiunge Narcisi.

Il 2021 sarà un anno importante per la Comunale che amplierà la propria sede di Via Alighieri dove già si trovano gli uffici amministrativi e il punto prelievi. L’Amministrazione e l’Associazione hanno siglato, lo scorso 16 gennaio, una nuova Convenzione di comodato d’uso gratuito per l’utilizzo dell’intero stabile.  Si tratta di un edificio storico, un tempo sede della caserma dei Carabinieri e della scuola media, che l’Avis si propone di recuperare e riqualificare a beneficio della collettività.  “I nuovi spazi permetteranno di istituire una Casa delle Associazioni.  Vogliamo aprire la sede alla comunità e alla Società civile, facendone il punto di riferimento della vita sociale del paese”, conclude Davide Narcisi.

Un riconoscimento e un encomio speciale all’Avis è giunto anche dal Sindaco di Cadeo, Marco Bricconi, all’indomani della firma dell’accordo: ”L’Avis è l’Associazione leader nel nostro territorio ed è garanzia di serietà e di servizio alla popolazione. Oltre ai valori che veicola e alla sua mission fondamentale, ovvero la raccolta di sangue e plasma, essa ricopre da decenni una funzione centrale di aggregazione e socialità che unisce tutto il paese”.