Avis presente all’edizione 2026 di “A scuola di buon cibo”: giochi, attività e tanti giovani in piazza
Piazza Cavalli si è trasformata in un grande spazio di festa e partecipazione nella mattinata del 28 maggio, durante l’evento conclusivo dell’edizione 2026 di “A scuola di buon cibo”, il progetto di Educazione alla Campagna Amica promosso da Coldiretti Emilia Romagna, Donne Coldiretti e Coldidattica. Una manifestazione che ogni anno coinvolge migliaia di studenti e che, per il 2025/2026, ha messo al centro la Dieta Mediterranea come espressione di gusto, salute e sostenibilità.
In mezzo all’entusiasmo dei ragazzi e alle tante attività proposte, Avis Comunale Piacenza ha portato la sua presenza con uno stand dedicato ai più giovani, pensato per avvicinarli naturalmente in modo semplice, giocoso e immediato, ai valori della solidarietà, della cittadinanza attiva e della cultura del dono.
Un punto di incontro per famiglie, bambini e ragazzi
Per tutta la mattinata, il nostro stand è stato un luogo vivo e partecipato:
- bambini che si fermavano per giocare, colorare e scoprire cosa significa “donare”;
- ragazzi delle scuole incuriositi, pronti a fare domande e a conoscere meglio il mondo Avis;
- insegnanti e genitori che si avvicinavano per informarsi sulle attività e sulle opportunità dedicate ai giovani donatori del futuro.
Un’occasione preziosa per raccontare che il dono del sangue è un gesto semplice, concreto e fondamentale per la comunità ma soprattutto che ogni percorso di consapevolezza può iniziare proprio da un gioco, da un sorriso, da un momento condiviso.![]()
Una festa che unisce tutta la città
La giornata, animata dal comico Fabrizio Fontana, da Radio Sound, dagli artisti di Tadam e dalla ludoteca Balaclà, ha portato in piazza un mix perfetto di divertimento, educazione e partecipazione.
Un evento che ha unito scuole, famiglie, associazioni e realtà del territorio per celebrare il legame tra giovani, ambiente e buone pratiche quotidiane.
Avis Comunale Piacenza è orgogliosa di aver preso parte all’edizione 2026 di “A scuola di buon cibo”, contribuendo a un progetto che mette al centro i ragazzi e il loro futuro.
Perché educare al buon cibo significa anche educare alla cura di sé, degli altri e della comunità.