In diretta Facebook, il progetto per il sostegno delle attività del centro trapianti dell’ospedale di Piacenza e per la promozione della cultura del dono, in collaborazione con Ausl, Avis, Aido, Admo e Apl

 

Tre dirette Facebook per sensibilizzare la cittadinanza alla donazione di organi, di midollo osseo e del sangue e plasma.  Interventi mirati di medici e specialisti, dei rappresentanti delle tre Associazioni del dono (Avis, Aido e Admo) con testimonianze di donatori e riceventi.  Il tutto coordinato dal Sindaco di Rottofreno Raffaele Veneziani, ideatore di “Midono”, una striscia di incontri virtuali trasmessi dalla pagina social ufficiale del Sindaco (@Venezianisindaco). “E’ l’edizione digitale di un’iniziativa lanciata nel 2019, prima della pandemia”, premette Veneziani.

Invitati al primo appuntamento di martedì 10 novembre, incentrato sul tema della donazione di midollo osseo e di cellule staminali, la dott.ssa Maria Teresa Mariano, medico trasfusionista e responsabile unità operativa di immunogenetica e medicina trasfusionale presso la AUSL di Piacenza; il dott. Daniele Vallisa, medico direttore della equipe di ematologia e del centro trapianti di midollo osseo presso le AUSL di Piacenza e Parma; e la dott.ssa Angela Rossi, biologa responsabile del laboratorio di immunogenetica e manipolazione cellule staminali emopoietiche presso la AUSL di Piacenza.  “Ci sono  malattie per le quali il trapianto di midollo osseo è l’unica speranza di sopravvivenza – spiega il dott. Vallisa – ma la possibilità di trovare un donatore compatibile è molto bassa a causa della straordinaria complessità del nostro patrimonio genetico”.

Di cosa tratteranno i prossimi incontri?

Nel nostro secondo incontro di martedì 17 novembre, alle ore 18,30, continueremo a parlare di trapianto di midollo osseo collegandoci in diretta Facebook con Guido Grossi, donatore effettivo di midollo osseo e Susanne Berchner, trapiantata di midollo osseo. E’ un appuntamento a cui tengo particolarmente. L’approccio sarà meno tecnico e nozionistico. Gli ospiti porteranno una testimonianza unica e davvero imperdibile. Pur non essendo direttamente collegate, le loro storie parallele presentano infatti profonde analogie e si intrecciano in modo sorprendente.  Guido Grossi ha donato a beneficio di una donna a lui sconosciuta che all’epoca del trapianto era madre di 3 figli piccoli.  Così anche Susanne, nel momento in cui ha ricevuto il trapianto, era madre di 3 bimbi.  Sarà un incontro ad alto tasso emotivo che intende suscitare la curiosità dei potenziali donatori.  Dal punto di vista del coinvolgimento, credo che questi interventi siano rilevanti quanto se non più delle testimonianze del personale sanitario.

Il terzo e ultimo incontro, in programma per il 24 novembre alle ore 18,30, è dedicato invece a spiegare materialmente in che modo la cittadinanza può avvicinarsi e entrare in contatto con le Associazioni del dono del nostro territorio, nella prospettiva di avviare nuovi percorsi di donazione.  E’ l’appuntamento conclusivo  a cui parteciperanno i rappresentanti locali di Avis, Aido e Admo a fianco di alcuni donatori dalla storia significativa. Vogliamo raccontare le loro esperienze dal punto di vista umano oltreché formale

Come nasce il progetto “Midono”?

Nasce da un confronto con il dott. Vallisa che ho conosciuto, insieme alla sua équipe, per mie vicende famigliari che hanno riguardato una persona a me molto vicina.  Una sera ci siamo trovati per caso a una cena benefica e gli espressi il mio desiderio di sdebitarmi nei loro confronti. Gli chiesi quindi se c’era qualcosa che potevo fare e Daniele Vallisa mi rispose che avevano bisogno di persone con un po’ di visibilità che promuovessero la cultura del dono facendo informazione e generando opinione. Da questo colloquio è nata l’idea di “Midono”, un progetto trasversale che coinvolge le 3 principali Associazioni del dono.  L’obiettivo è quello di “colonizzare” i social, con video, foto e storie di tutti i soggetti coinvolti, dai medici ai volontari fino ai riceventi facendo capire che sono i cittadini, con la loro generosità e energia, che possono fare la differenza.

Che risultati avete ottenuto finora? E quali sono le aspettative di questa edizione?

L’edizione del 2019 è stata un successo.  Per quanto riguarda la donazione di midollo osseo, ha portato a un aumento importante dei donatori potenziali che sono quasi triplicati rispetto alla media degli anni precedenti.  All’epoca le modalità di incontro non erano condizionate dalla pandemia che stiamo vivendo ed erano tutte in “presenza”.  Abbiamo organizzato convegni, ci siamo recati nelle associazioni sportive e presso i gruppi scout.  Quest’anno non è stato possibile ma, in fondo, poco male poiché la versione smart dell’iniziativa riesce a entrare nelle case della gente e a coinvolgere il pubblico dei social che è mediamente composto da persone giovani.  La prima puntata di “Mi dono” 2020, del 10 novembre, è stata seguita da 2500 persone e ha generato 500 interazioni. Numeri superiori rispetto alle precedenti assemblee pubbliche sul territorio.  Il mio desiderio è quello di stimolare la curiosità di coloro che desiderano compiere il grande passo e diventare donatori effettivi di sangue, di organi, di cellule staminali, di midollo osseo.