Focus sui rinnovi delle cariche associative. Da Ponte dell’Olio ci spostiamo a Castelvetro P.no dove abbiamo incontrato Stefano, laureando in medicina e candidato per un secondo mandato al Consiglio della Sezione Comunale.

Stefano Di Marco è uno studente di Medicina 29enne di Castelvetro Piacentino. Iscritto ad Avis da 10 anni, con all’attivo 33 donazioni fra sangue e plasma, è consigliere uscente della Sezione e componente del Gruppo Giovani della Provinciale di Piacenza.  Il suo percorso come volontario nasce in Avis ma nel tempo si è esteso ad altre associazioni.  La sua storia è infatti un crescendo di impegno civico e di responsabilità. Oltre all’Avis, collabora con Aido di cui è oggi Consigliere Provinciale, e con Admo. “Sono iscritto al registro nazionale dei donatori di midollo osseo”.  A Castelvetro, la collaborazione fra Avis, Aido e Admo è una consuetudine storicamente consolidata.  “Faccio parte delle principali associazioni del dono del territorio, è una conseguenza logica del mio coinvolgimento in Avis poiché queste tre realtà veicolano gli stessi principi di solidarietà e amore per la comunità”.

Castelvetro conta 5241 abitanti di cui 94 sono soci donatori Avis. La Sezione Comunale ha una particolare vocazione per la cultura e per la divulgazione. Sono questi infatti gli ambiti di azione privilegiati dalla Sede locale. Questa tendenza si materializza nella duratura collaborazione fra l’Associazione e la biblioteca comunale e altre organizzazioni come Libera. “E’ un luogo strategico, molto frequentato dai ragazzi. Abbiamo inaugurato lo “Scaffale del dono” a fianco a quello della “Legalità”.  Sono spazi in cui trovare pubblicazioni legate al volontariato e alla lotta alla criminalità organizzata”.  Riallacciandosi a queste tematiche i volontari Avis, Aido e Admo organizzano incontri e dibattiti aperti a tutta la cittadinanza, sostenuti dall’Amministrazione comunale.  Anche la promozione e l’organizzazione di eventi rientra fra le priorità di Avis Castelvetro. “Siamo presenti a ogni iniziativa pubblica con i nostri punti informativi, tutto il paese ci conosce e ci riconosce il merito di animare la vita sociale.  Dopo la pandemia, torneremo in piazza con più energia”.

Forte dei suoi studi in Medicina, Stefano porta uno sguardo diverso, rispetto ad altri volontari, nei confronti delle attività dell’Associazione. Il suo è un approccio più scientifico, tecnico.

Donatella Zerbini, Presidente di Avis Castelvetro, Roberto Mares, Presidente Aido Provinciale Piacenza, Mauro Malaspina, ex referente di Admo Piacenza, con Marco Di Stefano

Partiamo dall’inizio. Perché hai scelto di diventare donatore in Avis?

Non vengo da una famiglia di donatori. La scintilla per entrare in Avis è scaturita in ambito scolastico.  Seguivo, infatti, con particolare interesse gli incontri organizzati dalle associazioni del dono presso il mio istituto.  Personalmente, ho sempre avuto a cuore e maturato un profondo senso di solidarietà nei confronti di chi è in difficoltà.  Non riesco a girarmi dall’altra parte e ignorare la sofferenza degli altri.  Ho quindi cercato in tutti i modi di rendermi utile per il bene collettivo. Ho iniziato a collaborare con Avis a 18 anni perché mi sembrava un’Associazione che si batteva per una causa nobile e concreta, tangibile e immediatamente comprensibile: dare sangue a chi ne ha bisogno. Oggi, in quanto studente in Medicina, ho la chiara consapevolezza che senza il sangue gli ospedali si fermerebbero, che il servizio sanitario universale va sostenuto ad ogni costo.

Avis mi ha anche dato tanto in termini di fiducia in me stesso, sono maturato a livello personale, ho saputo mettermi in gioco. Essere in Avis significa certamente donare sangue ma anche mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gestire l’organizzazione. Non solo: significa formarsi e aggiornarsi costantemente sia in ambito sanitario che sotto il profilo legislativo. C’è un messaggio da veicolare e delle norme da rispettare.

Dentro a Avis di cosa ti sei occupato, che mansioni hai rivestito nel tempo?  

Ho cominciato dalle donazioni per poi passare ad essere un “semplice” volontario di Sezione. Grazie ai miei studi mi sono poi concentrato sull’informazione sanitaria ai cittadini.  E’ stato un passaggio naturale. Parlavo ai giovani di salute e dell’importanza di donare il sangue.  Mi sono fatto le ossa nelle sagre e nelle feste di paese. Col tempo, ho continuato a specializzarmi nella divulgazione visitando le scuole del territorio assieme ai rappresentanti di Aido, Admo e con il prezioso supporto di Avis Provinciale Piacenza. Infine, su suggerimento dei volontari più esperti, sono entrato nel Consiglio all’interno del quale mi occupo delle relazioni con le Istituzioni pubbliche e di consolidare i legami con le altre associazioni del dono, ideando manifestazioni condivise. Formalmente, ho la delega ai rapporti con il Comune, anche se in Avis i ruoli sono interscambiabili e tutti si aiutano a vicenda.

Quali sono le motivazioni che ti portano oggi a candidarti?

Desidero portare a termine il lavoro svolto fino ad ora e continuare a crescere come persona e come volontario. Voglio restituire alle giovani generazioni quanto di positivo mi è stato trasmesso dai “veterani”.  Per noi, le nuove sfide sono quelle di garantire il ricambio dei volontari, di confermare l’autosufficienza di sangue e insistere sulle donazioni di plasma. Poi, ho scoperto di avere una vocazione per il public speaking. Mi piace stare a contatto con la gente, informare le persone un po’ reticenti avanzando argomenti scientifici, risolvere i dubbi dei cittadini e avvicinarli alla donazione. Qui a Castelvetro, ciascun volontario ha un suo settore di competenza in base ai punti di forza individuali e alle esperienze maturate. In Avis, si cresce tutti insieme.

Cosa miglioreresti in Avis?

Proseguirei nella ricerca di temi anche collaterali che possano contribuire alla diffusione dei nostri valori e della cultura del dono. Intensificherei la nostra partecipazione negli eventi pubblici, facendo in modo che Avis sia sempre presente.  Continuerei la felice cooperazione con Aido e Admo, allargando la rete di collaborazioni alle società sportive e alle parrocchie. Ho in mente grandi iniziative di piazza insieme a tutte le realtà che condividono i nostri principi.

Infine, ma non per ordine di importanza, cercherei di instaurare un dialogo durevole con le comunità di migranti, con i nuovi cittadini che rappresentano una fetta importante della popolazione in Provincia.  Vorrei misurarmi con altri modi di interpretare il presente, conoscere meglio la composizione sociale del territorio. Scoprire e comprendere le varie culture che compongono la nostra comunità e favorire la loro partecipazione al mondo del volontariato.  Vorrei rendere Avis Castelvetro una realtà multietnica e plurireligiosa. Credo nell’inclusione, in una società aperta e democratica. In fondo, sono tutti valori incisi nelle menti e nei cuori di ciascun volontario Avis.

Inaugurazione “Scaffale del dono”, biblioteca comunale di Castelvetro