«Il nostro più grande sogno? Un nuovo centro trasfusionale perché quello attuale è insufficiente». Il presidente Silvio Baderna si fa megafono dei 2581 donatori effettivi e dei 20 collaboratori che formano l’Avis comunale di Piacenza, lanciando un messaggio diretto al cuore dell’Ausl. «A Piacenza abbiamo un unico centro trasfusionale che è quello interno all’ospedale vecchio di via Taverna – ha detto Baderna- purtroppo, però, è diventato insufficiente, è troppo piccolo rispetto al carico di lavoro quotidiano a cui deve far fronte.
Secondo i nuovi parametri italiani ed europei, avrebbe bisogno di un’adeguamento».
Baderna ha colto l’occasione per elogiare la professionalità di chi vi lavora all’interno: «L’accettazione è piccolissima, spesso le persone si trovano a dover aspettare all’esterno, la sala prelievi ancora ancora, mentre il ristoro è veramente minuscolo. Il centro trasfusionale è il nostro unico punto di riferimento e in questo senso vorrei ringraziare la professionalità e l’impegno del dottor Agostino Rossi e di tutta la sua equipe».
L’Avis comunale di Piacenza ha da poco terminato una revisione completa e approfondita dei suoi elenchi: «Al 31 dicembre 2016 possiamo dire con certezza che i donatori effettivi sono 2581, mentre le donazioni effettuate nel corso del 2016 sono state ben 4470, in aumento rispetto all’anno precedente, tali da far fronte al fabbisogno di sangue della popolazione di Piacenza e oltre. Sappiamo infatti che alcune sacche sono state spedite a Bologna per sostenere le regioni più carenti dal punto di vista delle donazioni. Fortunatamente possiamo contare su di un piano nazionale ben strutturato e di una ottima collaborazione tra volontari puri – come siamo noi – e sistema sanitario».

In crescita
Come ama ripetere Baderna: «La gratuità del dono è fondamentale per sostenere il sistema e pungolarlo quando qualcosa deve essere migliorato». L’associazione cittadina può contare su 20 collaboratori che si prodigano per portare avanti tutte le attività dell’Avis: «I donatori effettivi sono in crescita, in più abbiamo venti volontari che ci aiutano con le attività, si tratta di ex donatori che hanno superato la soglia di età per il dono». Ricordiamo, infatti, che è possibile donare il sangue a partire dai 18 fino ai 65 anni. «Abbiamo bisogno di giovani, il ricambio generazionale è fondamentale per far vivere bene un’associazione come la nostra che va avanti con onore da ben 63 anni (il compleanno sarà fra pochi mesi, ndr). Penso ai giovani non solo come donatori, ma anche come volontari attivi all’interno dell’Avis in grado di rivestire delle cariche». L’Avis permea nel tessuto sociale della nostra città anche attraverso numerose iniziative: dai tornei di calcetto fino alla partecipazione ai Venerdì Piacentini. «L’anno scorso abbiamo deciso di spedire delle lettere a tutti i ragazzi divenuti maggiorenni per invitarli al dono, è stato un lavoro molto impegnativo, ma alla fine siamo stati ripagati dalla loro risposta».