Il dolore per la morte del figlio è diventato inno alla donazione

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Biancastella è la figlia di Giuseppina Marchi Della Mariga, maestra a Caorso negli anni ’40 e ’50. Da Magenta, comune milanese dove vive con il marito Sergio Nicola, torna nella Bassa per raccontare
del terribile lutto che ha dovuto affrontare nel 1990 e che gli ha portato via suo figlio Davide, solo 19enne. Lo fa attraverso il libro “Sono ancora qui con voi – Davide” scritto dal marito. L’ incontro pubblico è in programma sabato 5 maggio alle 10.30 al cinema Fox di Caorso. «La sera prima di partire,
mentre stavamo guardando la trasmissione televisiva di divulgazione scientifica di Piero Angela – ricorda
Bianca con la voce rotta dalla commozione – Davide ci ha detto “Se mi succede qualcosa, donate tutto quello che del mio corpo si può donare”». Quasi una premonizione, perché l’indomani, Davide, giovane promessa del ciclismo, a bordo dell’auto guidata da un suo amico, esce di strada mentre stava percorrendo l’Autostrada del Brennero all’altezza di Verona Nord. Il suo corpo fu balzato così lontano dal veicolo che fu ritrovato in un canale solo due ore dopo quando i suoi organi erano ormai troppo compromessi per poter essere donati.
I genitori però hanno fatto in modo che il suo desiderio fosse esaudito: il ricavato dalla vendita del libro, infatti, è destinato interamente alle associazioni del dono, in questo caso, alle sezioni Avis e Aido di Caorso.
«E’ stata una scelta difficile, elaborata dopo tantissimi anni quella di scrivere un libro che parlasse di Davide – dice papà Sergio. – L’input l’ho avuto dopo la morte di Marco Simoncelli. Non sono né uno scrittore né un giornalista, la mia è una scrittura artigianale, ma con questo testo, sponsorizzato da un ex compagno di classe di Davide, riusciamo a meglio interpretare la volontà di nostro figlio, dando il ricavato alle associazioni che si impegnano nella promozione della donazione di sangue, organi e tessuti». Quindi sì, ha ragione Pier Augusto Stagi, quando nella prefazione scrive: “Quello che avete tra le mani non è un libro. Può sembrare a prima vista un libro, ma non lo è. Non so se sia qualcosa di più, di meglio o di diverso, certamente non è quello che può apparire a prima vista”.
E’ dunque da scoprire.

By |2018-05-18T12:05:34+00:0023 aprile 2018|0 Comments

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